Noctua Edizioni

 

 

liberta' e comunita'

nel pensiero moderno e contemporaneo

Renato Pallavidini

con una nota critica di Francesco Coppellotti

pp. 137 - € 13,00

Il lavoro di Pallavidini è una proposta di ripercorrimento di alcune coordinate di pensiero in cui si è svolto un Leitmotiv della filosofia moderna e contemporanea: quello che ha sorretto l’idea di “uomo prometeico in grado di creare il proprio mondo e la propria storia” (ivi, p. 75). Più specificamente, la proposta dell’autore è collocare Rousseau al centro di tale svolta filosofico-politica moderna e contemporanea, e agli albori di un’età in cui alcune tendenze di sviluppo economico-sociale si ponevano in contraddizione rispetto ad una “tradizione a carattere etico e comunitario”, ivi presentata come patrimonio comune del pensiero europeo (ivi, p. 43).
Una corrente di pensiero interpretata come radice comune a più tradizioni filosofiche, “dalla classicità greco-romana, al cattolicesimo medioevale, sino all’Umanesimo del Quattrocento” (ibid.), che, nella proposta teorica di Pallavidini, non manca di enfasi nella rappresentazione storiografica della sua omogeneità e unitarietà. Si tratta infatti di una prospettiva ermeneutica polemicamente contrapposta alla lettura liberale della storia del pensiero politico occidentale svolta da Popper, e convergente, per converso, con quell’approccio comunitarista alla storia della filosofia espressa da Preve in Una nuova storia alternativa della filosofia. Il sottotitolo di quest’ultima opera reca Il cammino ontologico-sociale della filosofia, e non nasconde certamente un debito verso la Zur Ontologie des gesellschaftlichen Seins dell’ultimo György Lukács. [Dalla Prefazione di Davide Ragnolini]

 

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