[...] oltre al carisma di Evita e alla sua
oratoria travolgente, pesò indubbiamente sull'appoggio popolare anche l'azione
concreta a favore dei più umili da lei svolta, alla guida della Fondazione di
Assistenza che portava il suo nome. Proprio su questa attività preziosa e
instancabile possiamo ora disporre di un interessante materiale fotografico,
corredato di brevi note esplicative, grazie a un agile volumetto presentato
dalle edizioni Noctua [...].
Enzo
de Canio, "Il Secolo d'Italia", 10 agosto 2000
L’opera
di assistenza sociale istituita
da Eva Peron dagli albori della nuova Argentina, non può essere classificata
sommariamente fra tutte le altre simili del mondo. Essa non è un freddo
meccanismo messo in movimento a beneficio di una classe determinata, a
detrimento di un’altra. Neppure è un organismo statico che si cura soltanto
del sollievo momentaneo o del sostegno arbitrario.
È l’opera che sa
della vocazione di una donna il cui spirito, la cui intelligenza e la cui
sensibilità non aspettavano che la loro ora propizia per manifestarsi. Eva
Perón, alimentandosi alla dottrina peronista e compenetrandosi nella sua
essenza, potette anche dare libero corso ad elevati ideali e aneliti in lei
latenti. Perché, come essa stessa lo proclama, sorse dal popolo e gli
appartiene, conosce intimamente i suoi problemi e la viva essenza che lo nutre.
La Fondazione di
Assistenza che porta il suo nome e che, giorno per giorno, ha compiuto opere di
bene a beneficio dei fanciulli, delle donne e dei vecchi ingiustamente tenuti
fuori dalla loro orbita sociale, si mostra orgogliosa di fronte al mondo intero
del suo premio incomparabile: quello di essere compresa dallo stesso popolo.
Eva Perón ha creato
una coscienza popolare sino a ieri assopita: quella dell’aiuto reciproco fra l’umile
massa dei "descamisados".
"Non so se potrò
portare a termine tutto quanto ambisco per il bene dei nostri lavoratori, però
so, che lotterò, giorno e notte, per creare lungo tutte le vie della Patria,
istituti della Fondazione che ho l’onore di presiedere", dice Evita, nel
suo crescente affanno di moltiplicare le sue energie a favore della prodigiosa
opera intrapresa.
E di fronte allo
stupore commosso del popolo i suoi sogni assunsero forma, animo e vigore,
traducendosi in una meravigliosa successione di Focolari, scuole,
policlinici, Abitazioni operaie, Città infantili, "Focolari per i
vecchi", Cliniche di Rieducazione Infantile, "Focolari di
Transito", città studentesce e universitarie.
Niente le fu estraneo,
quando si trattò di servire la causa:
"Pongo vicino all’anima del mio
popolo, la mia propri anima". [Eva Perón]
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