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La teoria del materialismo storico della società è,
oggi, “inattuale”. Lo è perché nella storia della sinistra europea e, in
particolare, italiana si è fatto strada, da un ventennio a questa parte,
lentamente e progressivamente, un orientamento che coglie la
contrapposizione tra i principi della rivoluzione del 1789 e il “corso
del mondo” non già come stimolo ad accelerare la trasformazione delle
strutture economiche e sociali e di rendere così completamente umani
quei valori al loro sorgere meramente borghesi, ma come un segno
dell’impotenza necessaria, oggettiva, della prassi trasformatrice.
Questo orientamento di fondo si è evidenziato a partire dagli anni
Ottanta, ma è stato particolarmente visibile lungo l’intero arco della
recente crisi irakena. All’immane carneficina si sono contrapposte le
numerose bandiere della pace senza che dalla sinistra politica venisse
alcun ostacolo alla collaborazione italiana al conflitto, senza che
l’indubbia frizione tra interessi europei e interessi americani fosse
vista come strumento del quale servirsi per tentare di arrestare il
massacro.
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